L’Italia ed il Corridoio Verde

Articolo redatto da Mohamed Aly Ibrahim e pubblicato sul quotidiano “Al Gomhoriyya” in data 10/3/2006

L’Italia è stato il primo Paese in Europa a riconvertire i debiti dovuti dall’Egitto e a rinunciarvi, ed inoltre ha incoraggiato altri Paesi ad imitarla, in modo che il Paese creditore abbia il diritto di destinare i debiti ad un preciso servizio che soffre di uno stato di arretratezza o che ha bisogno di sviluppo. L’Italia ha destinato tanti dei suoi debiti, a cui ha rinunciato, verso i settori dell’istruzione, della sanità, dell’edilizia e delle infrastrutture.

[...] L’Italia esegue attualmente con l’Egitto un mega progetto per lo sviluppo delle nostre esportazioni agricole verso di essa. I prodotti agricoli e le esportazioni egiziane di diversi tipi di raccolti saranno diffusi in Europa atraverso i porti italiani, poichvisto che i due governi si sono accordati sulla creazione di grandi frigoriferi e di enormi depositi in cui verranno immagazzinate le esportazioni agricole egiziane prima di essere distribuite in tutta Europa, senza correre il rischio che marciscano o che arrivino in ritardo. Per fare ciò saranno utilizzati i porti di Genova, Napoli, Venezia ed altri ancora.

Quindi l’Italia è interessata ad aumentare i propri investimenti in Egitto e nei Paesi del Nord Africa allo scopo di creare un aumento delle opportunità di lavoro in Egitto e nei Paesi vicini. Gli investimenti italiani in Egitto nei settori petrolifero e turistico sono più numerosi di qualsiasi altro Paese. Inoltre l’iniziativa del Corridoio Verde non implicherà all’Egitto nessun impegno finanziario, poiché il progetto sarà finanziato dalla seconda tranche della riconversione del debito che l’Egitto deve all’Italia e che ammonta a 90 milioni di euro. In realtà l’iniziativa del Corridoio Verde non solo permette all’Egitto di agevolare il passaggio delle sue esportazioni verso l’Europa, ma si estenderà fino a comprendere la formazione di lavoratori egiziani nel mercato italiano e la formazione di quadri egiziani nel marketing e nello sviluppo delle qualifiche dei piccoli esportatori. La cosa più importante di tutto questo è che aumenterà l’efficienza dei porti egiziani, ponendoli al primo posto tra i porti del Mediterraneo orientale per quanto riguarda il volume di carico, scarico e nolo.